Si può guadagnare col Forex nel 2018?

In un momento, quale quello attuale, in cui i tassi di interesse sui conti correnti sono negativi, i titoli di stato europei hanno rendimenti praticamente azzerati e diventa sempre più complesso trovare un modo per remunerare il proprio denaro, sempre più investitori si rivolgono al mercato forex.

Cos’é il forex?

il forex é il mercato valutario: sostanzialmente, al suo interno vengono negoziate le varie valute (euro, dollari, nuove lire turche, rand sudafricani etc)
é un mercato particolarmente liquido ed attivo, con numerosi scambi, aperto cinque giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro. Da ciò discende la possibilità di effettuare numerose operazioni finanziarie scambiando varie coppie di valute.
Bisogna ricordare che l’investimento valutario presenta numerosi rischi, una valuta può essere influenzata da numerosi fattori, interni o esterni, economici e politici, bisogna operare con la massima attenzione ed avere strategie ben chiare. Si deve prestare particolare attenzione alle operazioni realizzate sfruttando la cosiddetta “leva finanziaria”: operando in tal senso, così come i guadagni vengono incrementati in ragione del fattore di moltiplicazione adottato, allo stesso modo, anche le perdite subiranno la medesima sorte.

Rischi ed opportunità sul forex

il 2017 ed il primo mese del 2018 hanno conosciuto un periodo di euforia sui mercati finanziari, i bond sovrani sono rimasti inchiodati a prezzi elevati (complice il quantitative easing ancora in atto in Europa), i prezzi delle azioni sono saliti costantemente, venendo a mancare la volatilità degli ultimi anni. La volatilità non é solo un fattore di rischio, al contrario, é anche la più veloce ed efficace possibilità di realizzare guadagni in breve tempo. Un periodo di stasi sui mercati non consente di realizzare incassi, siano essi long o short, in quanto non si verificano fluttuazioni tali da poter scommettere con profitto su rialzi o ribassi di certi titoli. Il mercato forex, per sua natura, oltre ad essere molto liquido é anche particolarmente volatile, soprattutto riguardo certe valute. In quest’ottica, l’investitore dotato di una visione chiara e precisa, potrà sfruttare a suo vantaggio le notevoli e rapide fluttuazioni delle valute, realizzando rapidi profitti (considerando il rischio di subire altrettanto rapide perdite in conto capitale). Diventa così uno strumento per accedere ai mercati valutari e sfruttarne le rapide oscillazioni.

Strategie e spunti per l’anno 2018

Alla luce delle recenti esperienze, é possibile ipotizzare delle strategie di operatività, fermo restando il fatto che ogni investitore deve agire sotto la propria responsabilità e che qualunque consiglio od opinione é destinato a rimanere tale e non ha mai il valore di una indicazione certa o sicura: i mercati valutari sono tra i più rischiosi, un investitore deve avere una precisa strategia individuale.
É opportuno tenere in considerazione il fatto che la coppia di valute più scambiata é quella euro/dollaro, che, per semplicità, indicheremo anche come EUR/USD secondo le sigle di identificazione internazionali. Dalle ultime elezioni presidenziali fino a parte dello scorso anno, il dollaro americano si é rafforzato notevolmente rispetto alle altre valute, compreso l’euro, tanto che numerosi analsti vedevano la parità a portata di mano (in effetti non si é arrivati molto lontani dal raggiungerla). Lo stesso calo del petrolio, avvenuto in quel periodo, é stato in parte compensato dal rafforzamento del dollaro, valuta di riferimento per questi scambi, così come avvenuto per l’oro.
L’uscita dalla lunga crisi cominciata dal 2007/08, la netta ripresa del mercato del lavoro (sempre più vicino alla piena occupazione), il miglioramento degli indicatori economici ed un rafforzamento dei titoli di stato hanno portato la Fed ad avviare la stretta monetaria alzando i tassi di interesse. Anche nel 2018 la maggior parte degli analisti prevede ulteriori strette monetarie, l’ipotesi più accreditata é che nel corso dell’anno, per almeno tre volte, sarà alzato il costo del denaro: normalmente, ciò comporterebbe un rafforzamento del dollaro sulle altre valute. Se questo é vero, é, però, anche vero che il mercato potrebbe avere già scontato, almeno in parte, il rialzo dei tassi. Negli ultimi mesi il dollaro ha perso parecchio terreno nei confronti dell’euro, ciò nonostante i rialzi dei tassi di sconto già avvenuti e quelli che, verosimilmente, avverranno nell’anno in corso. Tenere in considerazione le mosse della Fed diventa essenziale, ma, data la recente esperienza, é opportuno non tenerle come unico elemento di riferimento per impostare una strategia sul dollaro americano. Un ulteriore elemento da tenere presente é da rinvenirsi nella politica economica dell’attuale presidenza, la volontà di tutelare le aziende domestiche richiede una valuta debole: la debolezza del dollaro agevola le esportazioni delle aziende statunitensi e pregiudica le importazioni negli Stati Uniti. Come recentemente ricordato a Davos da Mnuchin il dollaro debole é un “bene” per gli Stati Uniti. Nella stessa sede il Presidente americano ha, invece, parlato di un dollaro forte attualmente sottovalutato.
Un altro importante elemento é dato dal rendimento dei T-bond, i buoni del tesoro americano, il recente aumento dei rendimenti attirerà gli investitori di tutto il mondo a scapito di titoli in altra valuta, questo, indirettamente, causerà un rafforzamento del biglietto verde.
Tutte queste considerazioni, unitamente ai fattori che potranno insorgere nei prossimi mesi, aiutano a spiegare i recenti movimenti della coppia EUR/USD e sono da tenere in doverosa considerazione nell’ottica di una strategia.
Passando ad altre valute, possiamo tenere conto del rublo russo (RUB), sul quale andrà, molto probabilmente, ad incidere il recente rialzo del petrolio, a tal fine, bisognerà tenere in considerazione come si muoverà il greggio nel corso dell’anno.
Discorso più complesso per la nuova lira turca (TRY) le vicende politiche e militari della Turchia dovrebbero consigliare estrema prudenza, ricordando altresì che l’economia del paese gode della debolezza della moneta.
Da ultimo, prendiamo in considerazione il rand sudafricano (ZAR): un recente rafforzamento non trae certo origine dalla situazione politica ed economica del paese. Il ciclo positivo dei paesi emergenti potrebbe rallentare, causando ricadute anche sulle valute locali.